C’è un momento preciso in cui te ne accorgi: l’acqua fatica a salire, il caffè esce più lento, e quel profumo familiare sembra un po’ “spento”. Nove volte su dieci non è la miscela, è la moka che ti sta chiedendo aiuto, perché il calcare si è messo comodo dove non dovrebbe.
Perché il calcare rovina davvero la moka (e il caffè)
Il calcare è un deposito minerale che arriva dall’acqua, soprattutto se vivi in una zona “dura”. In moka si attacca ai punti caldi, restringe i passaggi, sporca il filtro e può perfino rendere meno efficace la guarnizione. Il risultato è semplice: estrazione irregolare e sapore meno pulito.
Se vuoi una definizione “da manuale”, il fenomeno è legato alla chimica dei carbonati, ma qui ci interessa una cosa sola: come toglierlo bene e in fretta, senza rovinare nulla. (Se ti incuriosisce, trovi un approfondimento su calcare.)
Il metodo naturale da 10 minuti: aceto, bicarbonato e sale
Questo è il procedimento più rapido che uso quando voglio una pulizia completa ma senza prodotti aggressivi. Funziona perché l’aceto scioglie i depositi, il sale aiuta a “staccare” l’incrostazione, e il bicarbonato è perfetto per rifinire, soprattutto all’esterno.
Cosa ti serve
- Aceto (meglio bianco)
- Bicarbonato
- Sale fino
- Spugnetta morbida (non abrasiva)
- Acqua
Procedimento passo passo (circa 10 minuti)
- Pulisci l’esterno: inumidisci una spugnetta, aggiungi un po’ di bicarbonato e passa delicatamente. Insisti sulle zone opache, poi risciacqua.
- Smonta la moka: svita, rimuovi il filtro e controlla la guarnizione.
- Guarnizione e filtro: passa la guarnizione con un po’ di aceto, poi risciacqua bene. Se il filtro è sporco, una passata con aceto e spugnetta è spesso sufficiente.
- Pulisci l’interno: spugnetta morbida e aceto, senza graffiare. Risciacqua e rimonta filtro e guarnizione.
- Prepara la soluzione anticalcare: riempi il serbatoio con acqua e aceto in parti uguali. Aggiungi 1 cucchiaino di sale e mescola quel tanto che basta a scioglierlo.
- Metti sul fuoco basso: monta la moka e falla “salire” come se stessi preparando un caffè. In genere bastano 5-7 minuti, finché la soluzione arriva nella parte superiore.
- Svuota e risciacqua: butta via la soluzione, poi risciacqua abbondantemente ogni pezzo.
- Asciuga con cura: panno pulito e moka aperta qualche minuto, così non resta umidità.
Il segnale che hai fatto centro è uno: l’interno torna uniforme, e i fori del filtro risultano più liberi.
Varianti naturali quando il calcare è più ostinato
A volte la moka è stata trascurata per mesi, capita. In quei casi, queste alternative possono essere più adatte:
- Bicarbonato + aceto: riempi con acqua, aggiungi bicarbonato e un po’ di aceto, scalda finché la miscela esce, lascia intiepidire, poi rifinisci con spugnetta e un pizzico di bicarbonato.
- Acido citrico: ottimo contro incrostazioni tenaci. Si usa sciolto in acqua nel serbatoio, si porta quasi a ebollizione, poi si svuota e si risciacqua molto bene.
- Succo di limone per filtro otturato: ammollo del filtro in acqua bollente e limone per circa 30 minuti, poi spazzolino morbido.
Piccoli accorgimenti che fanno una grande differenza
- Evita il detersivo: può lasciare residui e cambiare il gusto del caffè.
- Non usare pagliette metalliche: graffiano l’alluminio e creano punti dove lo sporco si attacca più facilmente.
- Se l’acqua di casa è molto calcarea, ripeti la pulizia ogni 1-2 settimane.
- Dopo ogni caffè, risciacqua e asciuga bene, lasciando la moka aperta.
Alla fine, è una di quelle abitudini semplici che ti ripagano subito: la moka torna a lavorare “leggera” e il caffè riprende quel sapore netto che ti fa dire, ok, era proprio questo che mi mancava.




