Ti è mai capitato di voler riutilizzare un barattolo e, appena lo apri, ti torna addosso quell’alone di unto che sembra eterno? Pulire l’olio dai barattoli in un batter d’occhio è possibile, ma serve il trucco giusto, quello che scioglie, stacca e soprattutto non lascia odori residui pronti a rovinare il prossimo contenuto.
La buona notizia è che non serve impazzire con spugna e detersivo per mezz’ora. Con tre metodi mirati, puoi scegliere la strada più veloce in base a quanto “testardo” è il grasso e a che tipo di contenitore hai tra le mani.
Prima regola: togli il grosso (e risparmia fatica)
Prima di qualsiasi metodo, fai questo micro passaggio, sembra banale ma cambia tutto:
- Svuota completamente il barattolo, inclinandolo bene.
- Passa un foglio di carta assorbente all’interno per rimuovere il velo più spesso.
- Evita subito l’acqua fredda, tende a “spalmare” l’olio invece di staccarlo.
A questo punto scegli la tecnica.
Metodo 1: acqua bollente e aceto (il classico che non tradisce)
È il mio preferito quando voglio un risultato pulito e neutro, senza profumazioni strane. Funziona benissimo su vetro e metallo.
Passo per passo
- Riempi il barattolo con acqua bollente (non fino all’orlo, lascia spazio per agitare).
- Chiudi e agita con attenzione, usando un canovaccio per non scottarti.
- Svuota, poi aggiungi un dito di acqua calda e 2 o 3 cucchiai di aceto.
- Lascia agire almeno 2 ore, meglio se con il barattolo chiuso.
- Risciacqua con acqua calda e controlla in controluce.
Se restano macchie o un alone appiccicoso, c’è un “rinforzo” sorprendentemente efficace:
- aggiungi sale grosso e poca acqua calda,
- richiudi e lascia riposare anche 1 o 2 giorni.
Il sale assorbe e aiuta a staccare le incrostazioni, soprattutto nei punti dove l’olio si è ossidato.
Metodo 2: riso come abrasivo, quando il barattolo ha angoli impossibili
Questo trucco è geniale sulle bottiglie strette o sui contenitori dove la mano non entra. Il riso fa da “spazzola naturale”, senza graffiare il vetro e senza lasciare la sensazione di unto.
Cosa fare
- Metti dentro 1 cucchiaio di riso.
- Aggiungi mezzo bicchiere di acqua calda.
- Versa 2 cucchiai di aceto di vino bianco (in alternativa, se la usi, va bene anche la lisciva di cenere filtrata).
Poi arriva la parte divertente: chiudi e agita energicamente per 30 o 40 secondi. Sentirai i chicchi lavorare sulle pareti, come una piccola lavatrice. Lascia riposare qualche minuto, poi risciacqua. Se il barattolo era molto unto, ripeti una seconda volta, spesso basta.
Metodo 3: soda caustica, la soluzione “professionale” per residui ostinati
Quando l’olio è davvero incrostato, magari dopo conserve o preparazioni molto grasse, qui si va sul sicuro. Ma serve rispetto, perché la soda caustica è alcalina e va maneggiata con cura.
Indicazioni pratiche e sicurezza
- Indossa guanti resistenti e, se puoi, occhiali protettivi.
- Prepara una soluzione con acqua calda e una piccola quantità di soda (meglio partire leggeri).
- Versa nel contenitore, agita e lascia agire.
- Svuota e risciacqua abbondantemente più volte, finché non senti più “scivolosità” al tatto.
Il vantaggio è che elimina il residuo grasso a fondo e non lascia profumi che possano alterare olio, vino, spezie o conserve successive.
E la plastica? Come evitare la guerra con la spugna
Con la plastica il problema è che l’olio si “aggrappa” e la spugna spesso lo redistribuisce. Qui conviene ragionare in modo più furbo:
- rimuovi prima l’olio con carta assorbente,
- usa soluzioni liquide calde (acqua calda più aceto funziona bene),
- evita strofinamenti infiniti, meglio agitare e lasciare agire qualche minuto.
Come capire se è davvero pulito (senza indovinare)
Due controlli semplici, che uso sempre:
- Passa un dito pulito all’interno, se “frena” o scivola in modo oleoso, non è finita.
- Annusa il barattolo asciutto, se senti ancora grasso, ripeti il metodo più adatto.
Con questi trucchi, l’unto smette di essere un nemico invisibile. E il barattolo torna quello che deve essere: un contenitore neutro, pronto per una seconda vita, senza sorprese.




