C’è un momento in cui la lavastoviglie smette di “profumare di pulito” e inizia a raccontare un’altra storia: bicchieri opachi, un odore un po’ stanco quando apri lo sportello, e quella sensazione che, anche lavando, qualcosa resti indietro. È qui che il metodo della ciotola può davvero rivoluzionare la pulizia della lavastoviglie, con un gesto semplice che sembra quasi troppo facile per funzionare. E invece funziona, perché sfrutta chimica quotidiana e buonsenso.
Perché la lavastoviglie si sporca anche se lava
All’inizio pensavo fosse “normale”, poi ho capito che ci sono tre colpevoli ricorrenti:
- calcare che si deposita con l’acqua dura, soprattutto su resistenze e bracci irroratori
- grasso che si accumula in punti nascosti, filtro e scarico in primis
- odori che nascono da residui microscopici, umidità e guarnizioni sempre bagnate
La lavastoviglie è come una piccola stanza chiusa, calda e umida. Se non la arieggi e non pulisci i punti critici, prima o poi te lo fa notare.
L’idea “furba” del metodo della ciotola
Il cuore del metodo è questo: mettere aceto bianco in una ciotola stabile sul ripiano superiore, così il vapore e il ricircolo dell’acqua lo distribuiscono gradualmente, andando a sciogliere incrostazioni e patine. Non serve complicarsi la vita con mille prodotti, ti serve solo aceto e bicarbonato di sodio, usati nel modo giusto e soprattutto in momenti separati.
Il dettaglio importante è proprio questo: aceto e bicarbonato non vanno “mischiati insieme” nella stessa fase, perché si neutralizzano. Usati in due passaggi, invece, fanno squadra.
Prima di iniziare: la preparazione che cambia tutto
Prima del ciclo “magico”, fai una cosa che molti saltano e poi si chiedono perché l’odore torna.
- Svuota completamente la lavastoviglie.
- Estrai il filtro e sciacqualo sotto acqua corrente.
- Con una spazzolina (anche uno spazzolino vecchio va benissimo) rimuovi residui e incrostazioni.
È un gesto piccolo, ma è come stappare un lavandino prima di profumare la cucina: se il punto di accumulo resta sporco, il resto dura poco.
Passo 1: bicarbonato sul fondo, per sgrassare e deodorare
Cospargi 50 g (circa 1 tazza) di bicarbonato di sodio sul fondo o nel cestello inferiore. Poi avvia un lavaggio a vuoto ad alta temperatura, idealmente 60-70°C.
Qui il bicarbonato fa due cose: aiuta a staccare il grasso leggero e, soprattutto, prepara l’ambiente neutralizzando gli odori.
Passo 2: la ciotola con aceto, il momento “wow”
Ora prendi una ciotola robusta, stabile, e versaci:
- 1 tazza abbondante di aceto bianco (se la lavastoviglie è solo “spenta” e non drammatica)
- fino a 1 litro se la situazione è più intensa (calcare visibile, odore persistente)
Metti la ciotola sul ripiano superiore e avvia un ciclo caldo a vuoto. L’aceto, con la sua acidità, aiuta a sciogliere calcare e patine, e lascia le superfici più “libere”, come quando lavi un vetro e finalmente torna trasparente.
Passo 3: secondo ciclo con bicarbonato, per finire in bellezza
Dopo il ciclo con aceto, ripeti un lavaggio breve o standard con un’altra spolverata di bicarbonato di sodio. Questo passaggio è la rifinitura: assorbe eventuali residui e migliora la sensazione di freschezza, spesso anche la brillantezza interna.
Finitura manuale: guarnizioni, angoli e porta
Con un panno in microfibra imbevuto di aceto (oppure acqua saponata delicata), passa:
- guarnizioni
- bordo della porta
- angoli vicino alle cerniere
Poi lascia lo sportello socchiuso per asciugare. È un trucco semplice, ma riduce umidità e rischio di muffe.
Ogni quanto farlo (e come capire che serve)
In generale, ripeti il metodo ogni 1-3 mesi. Se l’acqua è molto dura o fai molti lavaggi, anche più spesso. I segnali che non mentono:
- bicchieri opachi
- odore appena apri lo sportello
- residui nel filtro dopo pochi lavaggi
Se vuoi un aiuto rapido tra un ciclo e l’altro, limone o sale possono dare una spinta deodorante, ma il vero “reset” resta questo: filtro pulito, ciclo caldo, e la coppia aceto più bicarbonato usata con criterio.
Alla fine, la parte più sorprendente è che non sembra un rituale domestico complicato. Sembra solo una ciotola. Eppure, quando riapri lo sportello e senti quell’aria pulita, capisci perché lo chiamano rivoluzionario.




