C’è un momento, a volte, in cui il corpo prova a mandarci un messaggio con un segnale piccolo ma insistente: un fastidio al basso ventre, un gonfiore che non passa, un intestino che cambia ritmo senza un vero motivo. E spesso, dietro a questi campanelli, si nasconde una parola che suona “strana” finché non la vivi da vicino: diverticoli.
Cosa sono davvero i diverticoli (e perché compaiono)
I diverticoli sono piccole sacche, come minuscole “tasche”, che si formano nella parete del colon, più spesso nel tratto chiamato sigma o nel colon discendente. Immagina un tubo che, in alcuni punti più deboli, cede leggermente verso l’esterno quando la pressione interna aumenta.
Quella pressione tende a crescere quando le feci sono dure e il colon deve “spingere” di più. E qui entrano in gioco due protagonisti che spesso sottovalutiamo: poche fibre e poca acqua. Con il tempo, soprattutto con l’avanzare dell’età, questi fattori rendono più facile la comparsa dei diverticoli.
Diverticolosi vs diverticolite: la differenza che cambia tutto
La distinzione è fondamentale, perché cambia sintomi, rischi e trattamenti.
Diverticolosi
La diverticolosi significa semplicemente presenza di diverticoli senza infiammazione. È molto comune nei Paesi occidentali e arriva a interessare circa il 50% delle persone oltre i 60 anni.
Spesso non dà sintomi. Quando si fa sentire, lo fa con segnali “sfumati”:
- gonfiore addominale
- dolore lieve e intermittente, spesso a sinistra
- alternanza di stipsi e diarrea
- flatulenza e sensazione di intestino “lento”
Diverticolite
La diverticolite è un’altra storia: qui il diverticolo si infiamma (e talvolta si infetta). Succede in circa il 4-5% di chi ha diverticolosi, ma quando succede di solito è impossibile ignorarla.
I segnali tipici:
- dolore addominale intenso, spesso nel quadrante inferiore sinistro
- febbre
- nausea o vomito
- meteorismo e spasmi
- alterazioni dell’alvo
E in alcuni casi può complicarsi con:
- ascessi
- perforazione e peritonite
- fistole
- emorragia o occlusione
Perché si formano: cause e fattori di rischio
Non è “sfortuna” pura. In molti casi c’è un meccanismo plausibile: motilità intestinale alterata, contrazioni forti e feci dure che aumentano la pressione nel colon.
I fattori più comuni:
- dieta povera di fibre
- scarsa idratazione
- età avanzata
- tendenza alla stipsi e stile di vita poco attivo
Come si fa diagnosi (senza fare errori nei momenti sbagliati)
Per la diverticolosi semplice, la colonscopia può essere utile, spesso è il modo in cui la scoperta avviene “per caso”. Ma attenzione: in fase acuta di diverticolite, la colonscopia in genere non si fa perché può aumentare il rischio di complicanze.
Nella sospetta diverticolite, l’esame chiave è spesso:
- TC addominale, per vedere infiammazione, raccolte o complicanze
In alcuni contesti si usano anche altri esami (come il clisma opaco) su indicazione specialistica.
Trattamento: cosa si fa davvero nella pratica
Qui è utile pensare a un percorso a gradini, perché non tutte le situazioni sono uguali.
Se è diverticolosi
L’obiettivo è ridurre la pressione nel colon e prevenire episodi infiammatori:
- aumentare le fibre (frutta, verdura, legumi, cereali integrali)
- bere più acqua, in modo costante
- muoversi di più, anche solo camminare ogni giorno
In caso di sintomi persistenti, la terapia va personalizzata dal gastroenterologo, perché non esiste una soluzione identica per tutti.
Se è diverticolite acuta lieve
Spesso si gestisce con:
- riposo intestinale (dieta leggera o indicazioni specifiche del medico)
- idratazione
- antidolorifici
- eventuali antibiotici quando indicati dal clinico
Se è diverticolite grave o complicata
Quando compaiono segni importanti o complicanze, può servire:
- ospedalizzazione
- antibiotici endovenosi
- drenaggio di eventuali ascessi
- nei casi selezionati, chirurgia con resezione del tratto di colon coinvolto
Prevenzione: le abitudini che fanno la differenza
La prevenzione è meno “misteriosa” di quanto sembri, ma richiede costanza:
- punta a una dieta con più fibre
- mantieni una buona idratazione
- evita e tratta la stipsi
- ascolta i segnali del corpo, senza normalizzare dolori ricorrenti
E soprattutto, se compaiono dolore addominale forte, febbre o un peggioramento rapido, è il momento di contattare subito un medico o un gastroenterologo. Meglio una valutazione in più che un’infiammazione trascurata.
In fondo, capire come funziona il colon, e cosa succede quando si formano queste “tasche”, significa anche conoscere un pezzo importante della nostra diverticolosi e imparare a proteggerci con scelte semplici, ma decisive.




