C’è un momento, in ogni gruppo di amici, in cui qualcuno racconta una storia così liscia e convincente che ti viene spontaneo pensare: “Ok, questa è vera… vero?”. Ecco, quando si parla di segni zodiacali e “talento” nel mentire, l’idea non è tanto quella del cattivo da film, quanto di persone che sanno adattare la verità a ciò che serve in quel momento.
Prima di tutto: bugiardi davvero o solo abili narratori?
Parliamo di interpretazioni popolari legate all’Astrologia, quindi non di scienza, né di diagnosi del carattere. È più un modo per osservare alcune tendenze: c’è chi mente per evitare conflitti, chi per proteggere la propria privacy, chi per non ferire.
E, cosa importante, “mentire meglio” spesso significa una cosa molto specifica: saper fare micro-modifiche credibili, inserite dentro una trama che, per il resto, suona autentica.
La top 3 ricorrente: chi “pieghetta” la verità con più naturalezza
In molte classifiche astrologiche, tre segni tornano sempre. Non perché siano “peggiori”, ma perché hanno strumenti interiori che rendono la bugia più facile da costruire e, soprattutto, da far passare.
1) Gemelli, i campioni delle micro-modifiche
Con i Gemelli spesso non immagini la bugia come un macigno, ma come un ritocco. Una parola cambiata, un dettaglio spostato, un “ero lì” che diventa “sono passato dopo”. La loro forza è la rapidità mentale e l’eloquenza, che trasformano l’improvvisazione in un racconto coerente.
Perché lo fanno più spesso?
- Per adattarsi al contesto e non creare attriti
- Per ottenere consenso o mantenere un clima leggero
- Per uscire da un angolo con eleganza, senza drammi
2) Scorpione, la bugia strategica e protettiva
Lo Scorpione non mente tanto per gioco. Quando lo fa, di solito c’è un motivo preciso, e spesso è legato al controllo e alla riservatezza. La bugia qui è una serratura, serve a proteggere intenzioni, piani, vulnerabilità.
Il tratto che colpisce è la capacità di mescolare verità e omissioni: racconta molte cose reali, e proprio per questo il pezzo mancante diventa invisibile.
Motivazioni tipiche:
- Difendere la propria privacy emotiva
- Tenere in mano le informazioni, quindi il potere
- Evitare che qualcuno anticipi mosse o intenzioni
3) Pesci, la bugia emotiva (spesso “bianca”)
I Pesci hanno un rapporto particolare con la realtà: la sentono, la immaginano, la trasformano. Per loro mentire può diventare un modo per non ferire, o per proteggersi quando il mondo è troppo ruvido.
Non è raro che la loro “bugia” sia più una narrazione alternativa: una versione più dolce, più sopportabile, più armoniosa.
Succede spesso per:
- Evitare conflitti e tensioni
- Proteggere sé stessi da giudizi e pressioni
- Mantenere una sensazione di armonia anche quando dentro è caos
In due righe: riassunto rapido
| Segno | “Stile” di bugia | Motore principale |
|---|---|---|
| Gemelli | Micro-aggiustamenti credibili | Adattabilità e consenso |
| Scorpione | Bugia calcolata e segreta | Controllo e protezione |
| Pesci | Bugia emotiva e creativa | Sensibilità e fuga dal dolore |
Altri segni spesso citati (ma con sfumature diverse)
Qui le menzioni cambiano molto da fonte a fonte, però alcuni nomi ricompaiono:
- Sagittario: tende a esagerare o usare “bugie bianche” per difendere la propria libertà, soprattutto quando teme vincoli.
- Bilancia: piccole omissioni per tenere l’aria pulita, perché la priorità è l’armonia sociale.
- Leone: più che mentire, spesso enfatizza per brillare, ma a volte esagera così tanto che diventa facile intuire dov’è la sceneggiatura.
I più “allergici” alla menzogna: Capricorno, Toro e Vergine
Tra i segni considerati più diretti spiccano Capricorno, Toro e Vergine. Hanno un amore marcato per i fatti concreti, una bassa tolleranza per l’incoerenza e, soprattutto, poca pazienza per le complicazioni che una bugia porta con sé.
Come prendere questa classifica nel modo giusto
Se ti riconosci in uno di questi segni, non significa che “menti”. Significa che, secondo una lettura astrologica popolare, hai più facilità nel muoverti tra sfumature, strategie o emozioni. E in fondo, il punto interessante non è chi mente, ma perché: perché lì dentro, quasi sempre, c’è un bisogno umano, comprensibile, spesso persino tenero.




