Quell’odore di chiuso che ti arriva addosso appena apri l’oblò è uno di quei segnali che non si possono ignorare. A me è successo dopo un periodo di lavaggi rapidi e detersivo in abbondanza, tutto sembrava pulito, eppure la lavatrice “parlava” chiaramente: qualcosa stava ristagnando. La buona notizia è che spesso bastano tre interventi mirati per mandare via cattivi odori, residui e quella fastidiosa sensazione di muffa che sembra attaccarsi ai capi.
Perché la lavatrice può odorare di muffa
Di solito il problema nasce da una combinazione semplice: umidità, residui di detersivo, scarsa aerazione e lavaggi a bassa temperatura. Con il tempo, nelle zone nascoste si formano depositi che diventano un terreno ideale per batteri e muffa. Il punto non è “lavare di più”, ma pulire i punti giusti.
Trucco 1, guarnizione in gomma: il covo invisibile
La guarnizione in gomma è la prima sospettata, perché trattiene acqua, pelucchi e sporco negli incavi.
Ecco un metodo pratico che funziona spesso al primo colpo:
- Passa un panno umido per rimuovere lo sporco superficiale, soprattutto nelle pieghe.
- Prepara una soluzione di acqua tiepida e candeggina in parti uguali.
- Imbevi un asciugamano, strizzalo leggermente e inseriscilo nell’intercapedine della guarnizione.
- Lascialo in posa circa 30 minuti.
- Usa lo stesso asciugamano per strofinare via la muffa ammorbidita, poi rifinisci con uno spazzolino pulito.
- Risciacqua con un panno pulito e asciuga con cura.
Alternativa più “dolce”, utile se preferisci evitare la candeggina:
- Applica una pasta di aceto bianco e bicarbonato.
- Lascia agire 10-15 minuti, poi strofina con uno spazzolino a setole morbide.
- Risciacqua e asciuga bene.
Nota importante, semplice ma decisiva: non mescolare mai candeggina e aceto, perché possono sviluppare vapori irritanti. Scegli un metodo alla volta.
Trucco 2, vaschetta del detersivo: dove tutto ristagna
La vaschetta del detersivo sembra innocua, ma spesso è la zona più “appiccicosa”, tra ammorbidente, detersivo non sciolto e acqua che resta lì dopo ogni lavaggio.
Procedi così:
- Estrai il cassetto seguendo le indicazioni del manuale (di solito c’è un fermo da premere).
- Mettilo in ammollo in acqua calda e sapone per alcuni minuti.
- Strofina bene gli angoli con uno spazzolino, senza dimenticare i canali dove scorre l’acqua dentro la lavatrice.
- Risciacqua e asciuga, poi pulisci anche l’alloggiamento interno dove si inserisce la vaschetta, usando un panno e, se serve, uno spazzolino.
Questo passaggio, anche da solo, spesso riduce subito l’odore quando l’aria che esce dall’oblò sembra “umida”.
Trucco 3, ciclo a vuoto ad alta temperatura: il reset vero
Quando l’odore persiste, serve un ciclo di lavaggio a vuoto che raggiunga le parti interne, tubi inclusi. Imposta una temperatura tra 60°C e 90°C, e versa nel cestello una sola delle seguenti opzioni:
- 150 ml di candeggina
- Una tazza di acido citrico diluito in un litro d’acqua
- Una tazza di aceto bianco (meglio con ciclo a 40°C)
- Una tazza di bicarbonato direttamente nel cestello
Se puoi scegliere, io uso questa logica: acido citrico quando sospetto calcare e odori, candeggina quando l’odore è davvero “di cantina”, bicarbonato come mantenimento.
Piccole abitudini che evitano il ritorno dell’odore
Dopo aver risolto, la differenza la fanno gesti semplici:
- Lascia l’oblò socchiuso dopo i lavaggi, per far evaporare l’umidità.
- Non esagerare con detersivo e ammorbidente, i residui fermentano più facilmente.
- Fai un ciclo caldo di manutenzione ogni 3-4 settimane, soprattutto se usi spesso programmi a bassa temperatura.
- Asciuga la guarnizione con un panno quando noti acqua nelle pieghe.
Alla fine, l’obiettivo è uno solo: far tornare la lavatrice a profumare di pulito, non di “lavato male”. E sì, quando quei tre punti sono in ordine, te ne accorgi subito, anche solo aprendo l’oblò.




