C’è un momento, quando la luce del mattino entra di taglio in casa, in cui il parquet “parla”. Se è opaco, lo vedi subito. Se è lucido, invece, sembra quasi respirare. E il punto è che quel tipo di brillantezza non nasce da ore di fatica, nasce da un gesto semplice, ripetuto bene.
Il vero segreto: la polvere viene prima di tutto
Sembra banale, ma è qui che le casalinghe più esperte fanno la differenza. La polvere non è solo sporco, è una carta vetrata microscopica che, se trascinata con l’acqua, spegne il legno e crea micrograffi.
Per la manutenzione quotidiana ti basta poco:
- Panno in microfibra asciutto (meglio se a trama fitta), passato con calma nelle zone di passaggio
- In alternativa aspirapolvere con spazzola parquet, senza setole dure
- Una scopa morbida va bene, purché non “spinga” granelli in giro
Questo passaggio è quello che ti fa risparmiare tempo dopo, perché riduce il bisogno di lavaggi intensi.
Lavaggio: umido sì, bagnato mai
Qui la regola è una sola: sul parquet l’acqua deve essere un’ospite educata, entra e se ne va subito. Se resta, gonfia le fibre, opacizza, e alla lunga rovina.
Se hai un parquet oliato
Il parquet oliato è bellissimo perché naturale, ma è anche più sensibile agli acidi.
- Usa acqua appena tiepida
- Panno in microfibra bagnato e strizzato benissimo
- Niente aceto, perché può interferire con la finitura a olio
Poi asciuga sempre: anche solo passare un panno asciutto nelle zone più “vissute” cambia tutto.
Se hai un parquet verniciato
Sul parquet verniciato puoi essere leggermente più flessibile:
- Acqua tiepida e, se vuoi, poche gocce di detergente pH neutro
- In alcuni casi, aceto molto diluito può aiutare, ma senza esagerare e solo se la finitura lo tollera
Un buon ritmo è lavare una volta a settimana, e nel frattempo fare solo polvere e microfibra.
La lucidatura che non ti aspetti: poche gocce, nel verso giusto
Ecco la parte che sembra “magica”, ma in realtà è solo logica: lucidi seguendo le venature, non contro. Un po’ come pettinare i capelli.
Per un effetto rapido e naturale:
- Metti poche gocce di olio d’oliva su un panno morbido (lana o microfibra pulita)
- Passa il panno seguendo le striature del legno
- Ripassa con un panno asciutto per togliere l’eccesso
L’olio non deve mai “ungere”, deve solo nutrire e uniformare la luce. Se esageri, attiri polvere e fai l’effetto opposto.
Se preferisci andare sul sicuro, esistono cere auto-lucidanti specifiche per parquet (per esempio Livax Splendi Parquet), utili soprattutto su superfici verniciate. L’ideale è una lucidatura ogni 2 o 3 mesi, non di più.
Piccole abitudini che evitano il 90% dei problemi
Quando un parquet resta lucido a lungo, di solito è perché qualcuno ha impostato la casa “a prova di opacità”. Niente di rigido, solo dettagli furbi:
- Tappetini nelle zone umide (ingresso, vicino al bagno), e acqua asciugata subito se cade
- Feltrini sotto sedie e mobili, cambiali quando si schiacciano
- Meglio piedi nudi o pantofole morbide, attenzione a tacchi e suole dure
- Evita strumenti improvvisati e lucidatrici fai da te, rischi aloni o danni
A volte basta immaginare il legno come una pelle: se lo tratti con delicatezza e costanza, rimane bello senza “trattamenti shock”.
Quando fermarsi: se è rovinato, meglio un professionista
Se vedi righe profonde, zone grigie, o differenze di colore evidenti, insistere con rimedi casalinghi può peggiorare la situazione. In quel caso, la scelta più intelligente è chiedere a chi fa levigatura e ripristino, anche solo per capire la strada giusta.
Il risultato finale (senza fatica): una routine in 3 mosse
Se vuoi un promemoria semplice, eccolo:
- Ogni giorno: polvere con microfibra asciutta
- Ogni settimana: panno appena umido e ben strizzato (in base alla finitura)
- Ogni 2-3 mesi: lucidatura leggera (olio d’oliva o prodotto specifico), sempre seguendo le venature
È una routine quasi “zen”, e funziona perché rispetta la natura del legno e la sua lucentezza. Quando la luce torna a scorrere sul parquet senza interruzioni, capisci che il segreto non era lavorare di più, era farlo meglio.




