Ti sembra un gesto innocuo, un attimo di distrazione, eppure ci sono cose che non devi mai gettare nel lavello. Me ne sono accorto la prima volta che lo scarico ha iniziato a gorgogliare senza motivo, quell’acqua che scendeva lenta e quell’odore strano che “spuntava” proprio quando meno te lo aspettavi. Da lì ho iniziato a fare attenzione, e alcune abitudini le ho cambiate davvero.
Perché il lavello non è un cestino (e neanche un tritatutto)
Nel tubo, quello che a occhio sembra “piccolo” spesso si comporta come una calamita per altri residui. Si appiccica, trattiene grassi, intrappola frammenti, e pian piano crea l’ingrediente perfetto per un intasamento. Il risultato? Acqua stagnante, cattivi odori, possibili interventi costosi, e in certi casi anche un impatto sull’ambiente se certe sostanze finiscono nel sistema di scarico.
Le 5 cose da non buttare mai nel lavandino
Ecco l’elenco che, nella pratica quotidiana, fa davvero la differenza.
Fondi di caffè
Sembra “polvere” e invece no. I fondi si depositano, si compattano e nel tempo creano una base solida su cui si attaccano altri residui.
Cosa fare: meglio nell’umido, oppure riutilizzati in modo intelligente, per esempio nel compost o come piccolo aiuto per alcune piante (senza esagerare).Farina
Qui la trappola è semplice: farina più acqua uguale pasta collosa. Quella crema appiccicosa non scorre, si spalma sulle pareti del tubo e cattura tutto il resto.
Cosa fare: raccoglila a secco con un tovagliolo o una spatolina, poi buttala nel rifiuto organico o indifferenziato, a seconda delle regole locali.Oli e grassi (olio di frittura, unto di arrosto, burro fuso, salse molto grasse)
A caldo sembrano liquidi, poi si raffreddano e si solidificano. E quando solidificano, fanno da “colla” per qualunque cosa passi nello scarico. In più, se finiscono nelle acque reflue, aumentano il rischio di inquinamento.
Cosa fare: versali in un contenitore e portali nei punti di raccolta previsti (molti comuni e isole ecologiche li accettano). Per piccole quantità, tampona con carta assorbente e smaltisci correttamente.Gusci d’uovo
Il problema non è solo il guscio. Sono i frammenti: si incastrano, e mescolandosi con i grassi creano tappi compatti, quasi “cementati”.
Cosa fare: nell’umido se previsto, oppure nell’indifferenziato. Se vuoi evitare odori, lasciali asciugare prima.Resti di cibo ricchi di fibre (bucce, torsoli, pelli, pasta e riso cotti)
Le fibre non si sciolgono, si arrotolano, si gonfiano, e trattengono acqua e residui. La pasta cotta, poi, è una piccola trappola: amido e consistenza fanno il resto.
Cosa fare: usa un colino o una retina nel lavello e svuotala nell’organico.
Un trucco pratico: la “regola del colino”
Da quando tengo un piccolo filtro nello scarico, mi sembra di avere il controllo senza impazzire. Ogni sera lo svuoto e via. È un gesto minuscolo, ma ti evita la classica catena di problemi: residuo, deposito, odore, intasamento.
Altre cose da evitare (anche se non ci pensiamo)
Oltre ai cinque “colpevoli” principali, io starei attento anche a:
- detersivi troppo aggressivi usati in eccesso, possono peggiorare l’equilibrio del sistema di trattamento delle acque
- farmaci e sostanze non alimentari, che richiedono canali di smaltimento dedicati
- etichette adesive e materiali appiccicosi, che non si degradano e si incollano facilmente ai tubi
Mini tabella per ricordare dove buttare cosa
| Residuo | Perché è un problema | Alternativa corretta |
|---|---|---|
| Fondi di caffè | si compattano e ostruiscono | umido o riutilizzo |
| Farina | diventa pasta collosa | raccolta a secco, poi smaltimento |
| Oli e grassi | solidificano, inquinano | contenitore e raccolta dedicata |
| Gusci d’uovo | frammenti più grasso, tappo | umido o indifferenziato |
| Fibre alimentari | si aggrovigliano e gonfiano | umido, usando un colino |
Alla fine la verità è semplice: il lavello sembra “sparire tutto”, ma in realtà tutto resta da qualche parte. E se lo tratti come un alleato, con poche regole chiare, ti ripaga con silenzio, niente odori, e scarichi che scorrono come dovrebbero.




