Se stai pensando “Vuoi un mutuo?”, probabilmente hai già fatto quel calcolo mentale davanti a un annuncio immobiliare: bello, luminoso, zona comoda, poi arrivi alla domanda che taglia le gambe, “Ma io quanto devo guadagnare davvero per comprarla nel 2024?”. La verità, quella che le banche guardano senza romanticismo, ruota attorno a poche regole molto concrete.
La regola che decide quasi tutto: il 30% sul reddito netto
Quando si parla di mutuo, la maggior parte degli istituti applica un criterio semplice: la rata mensile non deve superare il 30% del reddito netto disponibile. In pratica, se porti a casa 2.500 euro netti al mese, la rata “massima” che di solito risulta sostenibile per la banca si colloca intorno ai 750 euro.
È un filtro potente, perché non valuta solo il desiderio di comprare casa, ma la capacità di reggere la spesa mese dopo mese, anche quando la vita si complica (spese impreviste, figli, auto, inflazione).
Stipendio minimo nel 2024: i numeri che contano davvero
Per mutui “standard” (quelli che servono a comprare una casa di media entità, spesso tra 130.000 e 180.000 euro), nel 2024 si vede spesso una soglia pratica: reddito netto mensile minimo 2.500–2.900 euro. Sotto, l’accesso diventa più difficile, oppure si riduce l’importo finanziabile.
Se invece l’obiettivo è un importo più contenuto, attorno ai 100.000 euro, il requisito tende a scendere: 1.700–1.900 euro netti al mese possono essere sufficienti, a parità di condizioni.
E qui arriva il punto delicato: chi guadagna meno di 1.600–1.700 euro netti al mese spesso fatica a ottenere un mutuo adeguato per una casa “media”, a meno di avere garanzie aggiuntive (coobbligati, fideiussioni) o un capitale iniziale importante.
Un esempio concreto (che somiglia a tante simulazioni reali)
Un mutuo da 150.000 euro su 25 anni, con tasso attorno al 4%, porta spesso a una rata tra 790 e 850 euro. Con la regola del 30%, significa puntare a un reddito netto indicativo tra 2.650 e 2.850 euro.
Mini tabella di orientamento (senza magie)
| Importo mutuo (indicativo) | Durata | Rata stimata | Reddito netto minimo (30%) |
|---|---|---|---|
| 100.000 € | 25 anni | 520–590 € | 1.700–1.900 € |
| 150.000 € | 25 anni | 790–850 € | 2.650–2.850 € |
| 180.000 € | 25 anni | 950–1.050 € | 3.200–3.500 € |
Sono stime, perché contano tasso, tipo di contratto, assicurazioni, spese e profilo del richiedente, però aiutano a capire la logica.
Quanti anni di stipendio servono per comprare casa (e perché sembra infinito)
Nel primo semestre 2024, in media servono 6,5 annualità di stipendio per acquistare casa nelle principali città italiane. Ma la sensazione cambia tantissimo da città a città:
- Milano: circa 12,5 annualità (prezzi medi molto alti)
- Roma: circa 9 annualità
- Firenze: tra 8,8 e 9,1 annualità
- Bologna: circa 7,5 annualità
- Napoli: circa 7 annualità
- Verona, Bari, Torino: tra 4,7 e 4,8 annualità
- Palermo e Genova: circa 3,3 annualità
E c’è un altro dato che colpisce, perché è facile visualizzarlo: uno studio del 2024 parla di circa 184 stipendi netti, cioè quasi 15 anni di paga, per saldare interamente il costo di un alloggio calcolato sulla media nazionale. Non significa che “pagherai 15 anni e basta”, significa che il prezzo della casa, rispetto ai redditi medi, resta impegnativo.
Come migliorare le probabilità senza inseguire uno stipendio irraggiungibile
Se oggi sei sotto le soglie citate, non è detto che sia tutto chiuso. Spesso la strategia è rendere il profilo più solido:
- Aumentare l’anticipo (riduce importo e rata, migliora il rapporto loan to value).
- Ridurre altri debiti (prestiti auto, revolving, rate a consumo), perché pesano sul “reddito disponibile”.
- Allungare la durata con criterio, per abbassare la rata, sapendo che aumenta il costo totale.
- Valutare un co-intestatario con reddito stabile (quando ha senso e in modo sostenibile).
La “verità” in una frase
Nel 2024, per comprare casa con un mutuo tipico serve spesso uno stipendio netto intorno ai 2.500–2.900 euro, mentre per importi più piccoli si può scendere a 1.700–1.900 euro. Tutto ruota attorno alla stessa domanda, molto concreta: la tua rata resta sotto quel famoso 30%? Se sì, la porta è molto più vicina di quanto sembri. Se no, la strada passa quasi sempre da anticipo, importo più basso, oppure garanzie ben strutturate.




