Ti accorgi che qualcosa non va quando il caffè inizia a “salire” più lentamente, fa un rumore strano, oppure il gusto perde quella rotondità che ti aspetti. Quasi sempre la colpevole è lei, silenziosa e testarda: la moka piena di calcare. La buona notizia? C’è un metodo naturale, velocissimo e super comune che, se fatto bene, la fa tornare davvero come nuova.
Il segnale che il calcare sta vincendo
Il calcare non è solo una patina biancastra. È una specie di tappo progressivo: si attacca ai filtri, stringe i passaggi, altera la pressione e, alla fine, cambia anche l’aroma.
I sintomi più tipici:
- caffè che esce a filo, invece che con flusso regolare
- tempi di erogazione più lunghi
- residui chiari nel serbatoio o sul filtro
- odore “strano”, un po’ spento, soprattutto a moka calda
Se ti ci ritrovi, è il momento di intervenire.
Il metodo naturale più veloce: acqua + aceto bianco + sale
Questo è il classico rimedio da cucina che funziona perché unisce azione sciogliente e leggera abrasione. L’ingrediente chiave è l’aceto, che aiuta a staccare le incrostazioni senza ricorrere a prodotti aggressivi.
Cosa ti serve (zero complicazioni)
- acqua e aceto bianco in parti uguali
- un pizzico, o un cucchiaino, di sale fino
- una fiamma bassa e un po’ di pazienza (pochi minuti)
Procedimento passo passo
- Riempi il serbatoio inferiore con una soluzione 50 e 50 di acqua e aceto bianco, fino al livello massimo, senza superare la valvola.
- Aggiungi un pizzico di sale (se vuoi andare sul sicuro, un cucchiaino raso).
- Rimonta la moka (senza caffè nel filtro).
- Metti sul fuoco a fiamma bassa, come se stessi preparando un caffè normale.
- Lascia che la soluzione salga nel bricco superiore, così passa in tutte le zone critiche e scioglie il calcare lungo il percorso.
- Spegni, lascia intiepidire, poi svuota tutto.
A questo punto, non saltare il passaggio più sottovalutato.
Risciacquo e “caffè a vuoto”
- Risciacqua molto bene con acqua corrente, serbatoio, filtro e bricco.
- Poi fai passare due erogazioni solo con acqua, come due “caffè a vuoto”, per eliminare eventuali residui e soprattutto l’odore dell’aceto.
Se lo fai con calma, il risultato si sente al primo vero caffè.
Varianti naturali rapide (se l’aceto non ti va)
Capita, a qualcuno l’aceto dà fastidio anche solo come idea. Ecco alternative pratiche.
Limone e sale
Nel serbatoio metti:
- acqua
- succo di mezzo limone
- 3 cucchiai di sale
Poi fai salire la soluzione come sopra. È una pulizia “energica”, utile quando senti che i forellini del filtro stanno iniziando a chiudersi.
Bicarbonato per igienizzare
Metti nel serbatoio acqua e 1 o 2 cucchiaini di bicarbonato, puoi aggiungerne un pizzico anche nel filtro. È un’opzione delicata, più orientata a igiene e odori.
Acido citrico, essenziale e low cost
Sciogli 2 cucchiaini di acido citrico in acqua nel serbatoio e fai erogare senza caffè. È un metodo pulito, molto apprezzato per la sensazione di “neutro” finale.
Manutenzione: il trucco per non ricascarci
La moka si mantiene bene con poche abitudini ripetute.
- Dopo ogni uso, sciacqua con sola acqua, asciuga e lascia aperta.
- Evita detersivi: spesso lasciano retrogusti che poi inseguirai tazza dopo tazza.
- Se possibile usa acqua filtrata o in bottiglia, soprattutto se la tua è molto “dura”.
Guarnizione e filtro, i due punti più delicati
- Guarnizione: sciacqua dopo l’uso, ogni tanto passaci un panno con un goccio di aceto, e sostituiscila se è dura, crepata o deformata.
- Filtro: controlla i forellini, se sono otturati mettilo in ammollo in acqua calda con limone, poi libera i fori con uno spazzolino o uno stuzzicadenti.
Ogni quanto farlo?
Per la maggior parte delle cucine, una pulizia anticalcare 1 o 2 volte al mese è perfetta. Se fai caffè di continuo o hai acqua molto calcarea, anche più spesso.
E quando la moka torna a respirare, lo capisci subito: il caffè riprende ritmo, profumo e quel sapore “pulito” che ti fa venir voglia di rimetterla sul fuoco, anche solo per sentirla borbottare.




