Ti è mai capitato di aprire il rubinetto e sentire il getto “stanco”, irregolare, quasi come se l’acqua avesse perso fiducia? A me succede sempre nei momenti meno opportuni, quando hai fretta e vorresti solo un flusso pulito e potente. La colpa, quasi sempre, è di lui: il filtrino del rubinetto pieno di calcare.
Perché il filtrino si intasa (e come capirlo subito)
Il filtrino, spesso chiamato anche rompigetto, è quella piccola griglia in fondo al rubinetto che mescola aria e acqua per rendere il flusso più uniforme. Il problema è che, con il tempo, le micro-fessure diventano un parcheggio perfetto per il calcare.
Segnali tipici:
- getto che spruzza di lato o “a ventaglio”
- pressione più bassa del solito
- rumori strani, come piccoli fischi
- residui biancastri visibili sulla griglia
Il metodo “infallibile” che uso sempre: immersione in aceto bianco
Se devo scegliere un solo sistema, scelgo questo, perché è semplice, economico e, se fatto bene, davvero risolve nella grande maggioranza dei casi. Il protagonista è l’aceto bianco puro, che grazie al suo contenuto di acido acetico aiuta a sciogliere le incrostazioni.
L’unico ingrediente che cito con un link, giusto per inquadrarlo bene, è aceto.
Cosa ti serve
- una ciotolina
- aceto bianco (puro, non diluito)
- acqua calda o tiepida
- uno spazzolino vecchio (o una spazzolina piccola)
- un panno morbido
Procedura passo per passo (senza stress)
Qui è dove di solito la gente si blocca, “e se poi non lo rimonto?”. Tranquillo, è più facile di quanto sembri.
- Smonta il filtrino
- Svitalo in senso antiorario.
- Se è bloccato, metti qualche goccia di aceto sulla filettatura, aspetta qualche minuto e riprova con calma (meglio un movimento deciso che mille micro-sforzi).
- Immergilo in aceto bianco puro
- Metti il filtrino in una ciotola e coprilo completamente.
- Tempo di posa: 1-2 ore per incrostazioni normali, tutta la notte se il calcare è ostinato.
- Risciacqua e spazzola
- Sciacqua sotto acqua calda o tiepida.
- Spazzola delicatamente, insistendo sulle fessure della griglia (l’obiettivo è togliere i residui, non graffiare).
- Rimonta senza stringere troppo
- Avvita in senso orario.
- Asciuga con un panno, poi apri l’acqua e controlla il getto.
Se non vuoi smontare niente: il trucco del sacchetto
A volte non hai voglia di svitare nulla, oppure il filtrino è davvero incollato dal calcare. In quel caso funziona bene un metodo “da emergenza”:
- riempi un sacchetto con una soluzione di aceto e acqua (anche metà e metà)
- infilalo sul beccuccio del rubinetto
- fissalo con un elastico
- lascia agire circa 1 ora
- rimuovi, fai scorrere acqua calda e valuta se ripetere
È meno potente dell’immersione pura, ma spesso basta per sbloccare la situazione.
Alternative naturali (quando vuoi cambiare approccio)
Se l’aceto non è disponibile, o se vuoi un piano B, ecco opzioni credibili:
- Succo di limone: immersione 1-2 ore, poi risciacquo e spazzola (l’acido citrico aiuta molto).
- Bicarbonato di sodio: utile soprattutto come supporto meccanico, ad esempio in acqua tiepida con 2 cucchiai, lasciando in ammollo diverse ore.
- Detersivo per piatti: per calcare leggero e grasso insieme, strofinando con spazzolino in acqua tiepida.
Nota importante, che fa davvero la differenza: evita di mescolare aceto e bicarbonato “insieme e basta”. La reazione fa schiuma e sembra magica, ma tende a neutralizzare parte dell’efficacia anticalcare. Se li usi, meglio farlo in momenti separati e con un senso.
Quanto spesso farlo (per non pensarci più)
Io mi sono dato una regola semplice: una piccola manutenzione ogni 6 mesi. Non aspetti che il getto diventi triste, lo previeni. Risultato, meno intasamenti, meno spruzzi, e quella sensazione di rubinetto “nuovo” che, ammettiamolo, dà una soddisfazione sorprendente.




