C’è un momento, tra scatoloni e lucine aggrovigliate, in cui ti viene voglia di fare qualcosa di diverso: un albero di Natale che non sia “comprato e basta”. E se ti dicessi che con poche bottiglie di plastica e, volendo, anche un paio di tubi come supporto, puoi costruire una decorazione sorprendente, leggera, scenografica, e soprattutto tua?
Perché funziona davvero (e non sembra un lavoretto fragile)
La plastica delle bottiglie da 1,5 litri ha una qualità sottovalutata: è elastica, si taglia bene e, se scaldata con cautela, prende una forma più “viva”. È il motivo per cui i rametti, una volta arricciati, ricordano davvero gli aghi di un abete.
In più, lavorare a strati, dal più grande al più piccolo, crea volume senza complicazioni. È puro riciclo, ma con un risultato che regge anche in salotto.
Materiali necessari (pratici, economici, facili da trovare)
Prepara tutto prima, così non perdi ritmo mentre tagli e assembli.
- 6-10 bottiglie di plastica da 1,5 L, pulite e asciutte (senza etichette, tappi, anellini)
- Forbici robuste (o taglierino, solo per adulti)
- Colla a caldo (in alternativa scotch resistente, meglio se telato)
- Una base stabile (fondo di una bottiglia tagliato, disco di legno o plastica)
- Opzionale: una fiamma (fornello o candela) per modellare leggermente le strisce
- Opzionale “tubi”: un tubo di cartone spesso (tipo rotolo pellicola industriale) o un tubicino in PVC come tronco più rigido
- Decorazioni: glitter, filo dorato, palline mini, luci a batteria
Preparazione: la parte che fa la differenza
Prima regola: bottiglie ben pulite. Se restano odori o residui, te li ritrovi addosso mentre lavori.
- Rimuovi etichette e colla sotto acqua calda.
- Togli tappo e anellino (attenzione, spesso taglia).
- Metti da parte un fondo di bottiglia, ti servirà come base o rinforzo.
Un piccolo trucco che ho imparato: asciuga anche dentro, perché l’umidità rende la plastica scivolosa e la colla a caldo “morde” meno.
Come creare tronco e base (con o senza tubi)
Hai due strade, entrambe valide.
Opzione A, tronco in plastica (tutto bottiglie):
- Taglia la parte centrale di una bottiglia in un rettangolo.
- Arrotolalo stretto fino a formare un cilindro e fissalo con scotch.
- Incollalo al centro della base con colla a caldo.
Opzione B, tronco con tubo (più stabile):
- Usa un tubo di cartone o PVC come anima.
- Incollalo alla base e, se vuoi, rivestilo con una striscia di plastica per uniformare l’aspetto.
Il tubo non è obbligatorio, ma se prevedi tante luci o un albero alto (40-50 cm), aiuta molto.
I rami: l’effetto “matrioska” che crea volume
Qui arriva la parte più divertente, quella in cui l’albero prende vita.
- Taglia via il collo di una bottiglia, tenendo la parte superiore a “cono”.
- Dalla base del cono, crea tante strisce verticali sottili (come frange), senza arrivare fino in cima.
- Allarga le frange con le dita, stropicciale leggermente per dare movimento.
- (Opzionale) Passa le frange vicino a una fiamma per un secondo: si arricciano e si sollevano. Fallo con distanza e calma, la plastica non deve scurirsi.
Ripeti con più bottiglie, ma rendi ogni “corona” un po’ più piccola della precedente: avrai strati decrescenti verso la cima.
Assemblaggio: dal basso verso l’alto, senza stress
- Inserisci il primo strato (il più grande) sul tronco e fissalo.
- Continua con 6-10 strati, alternando, schiacciando leggermente e controllando la simmetria.
- Per la punta, arrotola una striscia di plastica più sottile, oppure usa un pezzo piccolo a cono e decoralo con filo dorato.
Se balla, non insistere a “spingere”: aggiungi un punto di colla tra strato e tronco, poco ma deciso.
Decorazioni e sicurezza (due note indispensabili)
Per decorare, meno è meglio: un filo di glitter sulle punte e una micro catena luminosa a batteria bastano a farlo sembrare curato.
Sicurezza:
- Taglierino e fiamma solo con supervisione adulta.
- Guanti sottili aiutano contro bordi vivi.
- Se usi fiamma, lavora in ambiente aerato e tieni sempre la plastica a distanza.
Alla fine ti ritrovi con un albero di Natale alto circa 30-50 cm, leggero, brillante, e con quella soddisfazione rara di aver trasformato oggetti comuni in qualcosa che racconta una storia.




